Freedom is not found in doing what one wants, but in doing good. It is freedom from evil, to do good.

Igino Giordani

Thoughts

Pace in terra...

on 23 December 2011.

Le parole di Igino Giordani, da un articolo del dicembre 1958, ci indicano la via...

nataleAnche quest'anno il Natale accende i lumi di pace e di perdono agli orli d'una terra, su cui seguita a incombere il pericolo d'una guerra.

La Chiesa non si stanca di ripetere l'annunzio di vita, che da Betlemme dilatò la novella della pace agli uomini di buona volontà; e ancora ci invita a meditare sul significato vitale di quella nascita.

Nel Natale il Creatore stesso celebra la germinazione della Vita. Il Natale è la negazione della morte: la vittoria sulla morte. Inizia difatti una vicenda che culmina nella resurrezione, e cioè nella morte della Morte.

In quel bambino, che Maria e Giuseppe contemplano adorando e che gli Angeli vegliano osannando, e a cui, nei secoli, milioni d'anime innamorate non finiscono di ripetere, in prosa e in rima, con canti e con respiri, la propria commozione di redenti, è il seme d'un Crocifisso, per amore. Nasce in Lui quel che Simeone chiamerà «segno di contraddizione» a «rovina e resurrezione di molti». Apparirà quale agnello di Dio, quale luce delle genti, quale pastore e re: guarirà infermi e ravviverà morti; perciò sarà tradito e flagellato, respinto dal popolo e messo su un patibolo... Il bene si paga; la libertà fiorisce dal sangue; la Vita si ricostituisce sulla morte.

E dunque, godiamo delle melodie di cornamuse e viole, tra rami d'alberi, lungo corsi d'acqua immaginaria. Ma ricordiamo anche che la salvezza da questo bambino addotta, la Vita da Lui donata non è un effetto magico, ma è frutto di lotta, di distacchi sin dalla famiglia, di strappi sin dalla patria; è sangue e spine e dileggi e morte.

Ogni neonato, col battesimo, è investito della missione di ripetere Cristo, ripeterlo dalla culla alla resurrezione, attraverso il passaggio inevitabile della croce. Ieri, come oggi, questa zona depressa della società ha bisogno d'esser fatta rifiorire: solo Cristo può farlo. Tocca a ognuno di ridonarle Cristo, ripetendone il Natale, in qualche modo, e accettandone la croce: come Maria. Maria che diede a noi Gesù e stette intrepida sotto la croce eretta da Pilato, com'era stata amorosa sopra la mangiatoia nel censimento di Augusto.

La via è aperta a tutti. Quella stessa per cui Dio nacque agli uomini: Maria. Per Maria è dato agli uomini di nascere a Dio.

in: «Il cappellano del lavoro», Dicembre 1958