Associazioni

La vita delle Associazioni dedicate a Igino Giordani comincia già negli anni Ottanta del novecento, e prosegue con il fervore di iniziative locali spesso importanti.

Queste Associazioni hanno il naturale scopo di divulgare la spiritualità dell’Unità e il carisma di Chiara Lubich – fondatrice del Movimento dei Focolari - attraverso la particolare figura intellettuale e religiosa di Igino Giordani. Nelle comunità locali, sono spesso portatrici di iniziative efficaci ispirate dal carisma dell’unità. Si propongono anche come interlocutori istituzionali per le Amministrazioni e per la Chiesa locale. Hanno, infatti, una titolarità giuridica, perché sono delle associazioni dotate di uno Statuto e regolate dalle relative norme. Non s’identificano immediatamente con alcuna forza religiosa o politica impegnata. Hanno di frequente uno scopo civile, formativo, culturale, di carattere universale, ispirato all’Ideale del Movimento dei Focolari, vissuto con lo speciale timbro della radicalità di Giordani, aperto con ciò a qualsiasi persona che si possa riconoscere nelle finalità espresse nel loro Statuto.

Tante sono oggi le Associazioni sorte in Italia e all'estero per promuovere la figura di Igino Giordani e portare una testimonianza di cittadinanza attiva e responsabile nella propria città: a loro è dedicata questa sezione del sito, che riporta le diverse iniziative in corso.

Dal menu principale è possibile selezionare le città italiane in cui sono operative le Associazioni e visualizzare così le informazioni di contatto e i riferimenti.


Dialogo fra saggezze

locandina barlettaA Barletta continua il nostro sforzo a "dialogare" con la città e tra tutte le componenti della città coinvolgendo ciascuno fin dall'inizio. Un amico siriano ci ha aiutato molto. Non esistono precedenti di una tale manifestazione.
L'iniziativa nazionale (alla quale la nostra città ha aderito) "Il maggio dei libri", ci ha spinti a promuovere l'editrice Città Nuova, anche come "veicolo di dialogo". Abbiamo voluto che ci ospitasse una libreria: una occasione in più per far conoscere la nostra Editrice. La nostra scelta della data non fu casuale: 20 anni dell'incontro di Chiara Lubich con l' Imam W.D. Mohammed, ad Harlem.

Angelo Torre

Incontro e dialogo interculturale Cristiano Islamico a Bari

ImamIl 29 aprile scorso, in contemporanea con la celebrazione del Papa al Cairo, in segno di fiducia interreligiosa, è stata segnata a Bari la prima tappa del percorso di amicizia e fraternità tra l’Associazione Igino Giordani con la Comunità dei Focolari di Bari e il Centro Islamico barese rappresentato dall’Imam Sharif Lorenzini -anche presidente della Comunità Islamica d’Italia- e il Prof. Ehab El Shaer, segretario generale della medesima comunità.
In un clima di accoglienza e ascolto reciproco, l’Imam ha spiegato l’organizzazione della comunità islamica, che ha un ordinamento statutario di un’associazione e in cui si riconosce anche il ruolo di un riferimento religioso che funge da guida della comunità e da orientatore del discernimento delle scelte da compiere nel rispetto del Corano. Una figura molto importante per loro, che non hanno un ordinamento religioso gerarchico e rigido, da cui dipende anche la purezza dell’interpretazione e dell’applicazione della legge religiosa. L’imam viene nominato per la sua conoscenza teorica del corano ma anche per la purezza di interpretazione e di vita della dottrina religiosa ed è riconosciuto proprio dalla comunità islamica.
Interessante apprendere la difficoltà da parte degli stessi leader musulmani nel far fronte agli estremismi e ai gesti violenti che vengono perpetrati da alcuni religiosi fondamentalisti (Isis), che colpiscono primariamente i musulmani ortodossi che cercano di mantenere la diffusione più pura del corano che predica la pace e la non violenza.
Il prof. El Shaer è un agronomo ed ha insegnato all’Istituto Agronomico Mediterraneo, oltre che insegnare lingua e cultura araba alla Facoltà di Lingue e letteratura straniera. Entrambi gli amici islamici si occupano di certificazione di prodotti di qualità (Certificazioni Halal). E’ emersa l’idea di fare insieme corsi di intercultura affidando un ruolo predominante alle nuove generazioni, con le quali si vorrebbe costituire un comitato cristiano islamico.
E’ cresciuto il desiderio di estendere la conoscenza e il dialogo sui temi della famiglia, della concezione della donna, della cultura dell’incontro e della fiducia, sia con azioni come corsi di intercultura nel prossimo evento che si terrà a Bari il 20 maggio 2017 ore 9,30 nell’aula magna Aldo Moro della Facoltà di Giurisprudenza.
Durante l’incontro è emerso che il professore El Shaer è amico di Saber e Sara di Molfetta. Saber è stato suo testimone di nozze. Sara, informata a proposito ha detto: “…tutto torna nei piani di Dio… non nei nostri… dopo aver coltivato i rapporti con questi due amici…tanti anni fa, adesso li rivedo in mezzo a voi… alla famiglia di Chiara… ed ho l’impressione che Dio avesse iniziati a coltivarli propri da me e Saber e adesso l’amore continua attraverso di voi.”
Dino Caldarola, che ha messo l’Imam in contatto con l’Associazione dopo averlo conosciuto l’anno scorso in occasione della marcia della pace tra cristiani e musulmani a Palese, scoprendo che l’Imam è il figlio adottivo di un suo collega di lavoro, ha espresso al termine dell’incontro: “grazie a te, a noi, per questo momento speciale interreligioso e interculturale vissuto nella purezza d’animo e di cuore.”

Emanuela Megli

Islam e intercultura2

Storia della Brigata Piacenza

Venerdì 31 marzo a Piacenza verrà presentato il libro Storia della Brigata Piacenza dove viene menzionato il contributo di azione bellica ed attività eroica di IGINO GIORDANI sul fronte del monte Mosciagh - Zebio il 7 luglio del 1916.
Alla presentazione sarà disponibile la nuova pubblicazione e, dal giorno seguente, presso la libreria internazionale di via Romagnosi.

Storia Brigata Piacenza

 a cura di PierGiorgio Poisetti, Centro culturale Igino Giordani di Piacenza

Abitare la città

invito settimana sociale 1

invito settimana sociale 2

invito settimana sociale 3

16 marzo 1949 – 16 marzo 2017: un’idea profetica

16 marzo2«Quando si torna a dialogare con uomini del passato, la prima domanda che si affronta è: perché lo si fa? Ogni vita nasconde un mistero e qualcosa di irrisolto che non farebbero mai pronunciare la parola fine se non intervenisse la negligenza.
E’ esperienza quotidiana nei confronti di chi più ci sta a cuore, figuriamoci com’è naturale la dimenticanza con gli sconosciuti che ora appartengono alla storia». (Così Giovanni Santambrogio su Igino Giordani sul Corriere della Sera).
Pensieri, questi, che suscitano un moto di commozione nell’animo di chi ha conosciuto Igino Giordani, gli ha parlato; di chi – incontrandolo quotidianamente nei suoi scritti - ne percepisce sempre la presenza viva giungendo a constatare, incantati, che davvero lui, Igino Giordani, sfugge ogni giorno di più “all’implacabile legge della dimenticanza” così come altri suoi compagni di avventura: Don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira, Giuseppe Donati.
E puntuale la storia ci offre vari appuntamenti per riscoprire le tracce da lui lasciate nella vita della Chiesa, dell’Italia, della Politica…
Così quello del 16 marzo 1949.

Intervento di Igino Giordani nella seduta Parlamentare del 16 marzo 1949

Nell’aprile del 1949, 12 paesi europei stipularono il Patto Atlantico, un accordo per la mutua difesa in caso di attacco esterno ad uno dei paesi firmatari. A sollecitare il Patto Atlantico furono i timori di una possibile azione militare  16 marzo1dell’Unione Sovietica in Europa. Le discussioni, quindi, assunsero naturalmente un forte carattere ideologico. Anche in Italia il Parlamento fu teatro di accese contrapposizioni politiche. Riportiamo alcuni pensieri del celebre intervento che Igino Giordani fece a proposito del Patto Atlantico e della guerra, arrivando a concepire  un’idea completamente nuova, come “l’Internazionale europea”, - degna oggi di essere ripresa e approfondita - la quale avrebbe potuto assolvere alla funzione di essere sorgente di unità.

«Io parto da un principio: che ogni guerra è un fallimento dei cristiani… voi avete scritto molto bene  sui muri di palazzo Chigi: “no alla guerra”. Noi ci associamo. E avete anche scritto: “terra non guerra”. Anche in questo siamo perfettamente d’accordo. E’ già troppa la terra destinata a cimiteri di guerra: sarebbe bene risparmiarla per darla invece a coltivare ai nostri lavoratori.

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Pensiero di Igino Giordani

Scritto da Igino Giordani  /  Pubblicato: Lunedì, 15 Ottobre 2007

La vita è una marcia verso l’eternità. Una produzione di amore, vitamina della santità.

I. Giordani, Laicato e sacerdozio

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