bari1Il 23 gennaio scorso, l’Associazione “Igino Giordani” di Bari ha organizzato un Dialogo su Conflitto e Perdono rivolto ai soci membri dell’Associazione e ad alcuni simpatizzanti dell’associazione e della Comunità barese dei focolarini. Il Dialogo è stato condotto da Emanuela Megli – Presidente dell’Associazione- e Beatrice Gnudi, invitata all’incontro, specialista in mediazione dei conflitti, che ha potuto offrire l’esito della sua tesi del master (2016) sul Perdono e la mediazione dei conflitti.

La serata è stata molto ricca e vivace con scambi di esperienze e domande rivolte all’invitata con una modalità interattiva, durante la quale i partecipanti sono intervenuti sull’argomento con esperienze proprie, domande, bari2approfondendo l'argomento in risposta alle esigenze dei presenti.
L’argomento è stato introdotto dal video “L’oggi della Cultura” in Giordani: emerge come Igino Giordani, già nel 1943, parlasse della notte della cultura europea e della crisi dei valori cristiani in cui versava l’umanità.
Successivamente è stato trattato il tema che ha suscitato vivo interesse ed ha spaziato dalle diverse forme di conflitto, alla comunicazione efficace, all’ascolto per arrivare ad una possibile risoluzione del conflitto con il perdono, che non è un segno di debolezza da parte di chi perdona, ma al contrario è una forma di coraggio che libera chi lo concede e chi lo riceve, aprendo la strada verso una nuova libertà.
La psicologia sta riscoprendo il tema del perdono e della riconciliazione come forma di crescita umana. Il perdono è un processo che richiede tempo, a seconda della ferita, ed è anche un percorso “a tappe”, come nella metamorfosi del bruco che si trasforma in farfalla. Infatti, il bruco rimanendo chiuso nella crisalide ha il tempo di maturare e crescere, lo stesso accade per la persona offesa, che si chiude in sé stessa per maturare il perdono, se non riesce a fare questo passo, ad uscire da questo processo, non può rinascere e essere libera di volare come la farfalla.
bari3Perdonare e riconciliarsi non significa dimenticare, far finta di nulla, scusare, giustificare, ma innescare processi psicologici capaci di rigenerare le relazioni e noi stessi.
A conclusione è stata letta la storia della formazione della perla, che prende forma da una ferita nella conchiglia dell'ostrica. I partecipanti hanno potuto così cogliere appieno il valore del perdono.

Centro Igino Giordani

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