Dicono di lui

foco chiara 3Questa rubrica raccoglie una selezione tra le tante voci e testimonianze sulla figura di Igino Giordani.

Prima tra tutte quella di Chiara Lubich, che ci viene restituita attraverso l'intervista del regista Jean-Claude Darrigaud, effettuata il 23 gennaio 1981: il video è disponibile online, grazie al Centro Chiara Lubich.

Pasquale Foresi e Igino Giordani

È morto il 14 giugno 2015 Pasquale Foresi, considerato da Chiara Lubich confondatore del Movimento dei Focolari. I funerali si svolgeranno giovedì 18 giugno alle ore 15.30 presso il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa, e saranno trasmessi in streaming su live.focolare.org.

Lo ricordiamo nel suo intenso rapporto con Igino Giordani.

chiara chiaretto focoScrivere su Pasquale Foresi (Chiaretto, come è conosciuto dai membri del Movimento dei Focolari) e Igino Giordani (Foco), significa entrare nel cuore di un'esperienza spirituale intensa, che entrambi svolsero al fianco di Chiara Lubich. Con lei, vissero le tappe principali della nascita e dello sviluppo del Movimento dei Focolari. A loro, Chiara affidò compiti decisivi; in loro, lesse alcuni disegni sulla nascente opera, che si realizzarono segnando una novità in campo ecclesiale, sociale, teologico e intellettuale. Per tali ragioni, entrambi furono indicati da Chiara come confondatori del Movimento dei Focolari. Nella loro diversità svolsero un ruolo essenziale per la crescita e la diffusione dell'ideale dell'unità, per l'edificazione di opere, per l'apertura di strade nuove sulle quali il nascente movimento avrà modo di costruire le propria fondamenta.

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Le mani libere

18 aprile 1980: 35 anni fa si “trasferisce” in Cielo il nostro Igino Giordani.

Lo ricordiamo attraverso le parole di due suoi compagni di “viaggio”: Antonio Petrilli, architetto, affermato professionista, tra i primi di Roma che hanno seguito Chiara Lubich foto119in focolare e Mons. Klaus Hemmerle, Vescovo di Aquisgrana, anche lui appassionato seguace della spiritualità dell’unità.

Antonio Petrilli: l’unico amore

Igino Giordani, spiegando come era nato il suo nuovo nome, Foco, citava un "detto" del Signore: «Chi sta vicino a me, sta vicino al fuoco». Di fatto, quanti lo han­no conosciuto hanno sperimentato la realtà che la sua presenza creava: chi stava vicino a lui si sentiva più vicino a Cristo.

Il primo maggio 1974 si era spenta serenamente la sua sposa, Mya, che egli ha continuato a ricordare con gra­titudine come l'amata compagna della sua vita, che aveva condiviso con lui le ore più tristi – le difficoltà e i pesi dell'isolamento, della persecuzio­ne politica - e quelle serene, trascor­se nella gioia degli affetti familiari. Dopo averla assistita fino alla fine, confortandola nella sofferenza col suo amore e con la sua fede, d'accordo con i propri familiari decise di tra­sferirsi a Rocca di Papa e venne ad abitare al Centro Mariapoli. Si realizzò così, negli ultimi anni, una delle sue aspirazioni più grandi: vivere da consacrato a Dio, nel foco­lare. Cos'è stato questo tempo, per lui?

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Una storia che ci sfida

Storia di Light: in uscita la prima puntata sul numero 217 di Nuova Umanità.

titolo brillante sito verticale rossoUna testimonianza della grandezza di Chiara, dell’importanza del suo disegno, del dispiegamento della sua48-3-2-07 sito opera nella storia della Chiesa e dell’umanità. Giordani con questo scritto continua la funzione che aveva cominciato a svolgere fin dai primi anni del suo inserimento nella originaria comunità strettasi attorno a Chiara: illuminare la sua figura, rivelandone la grandezza, a quel gruppo di giovanette che credevano che ciò che Chiara stava indicando loro fosse la normale vita cristiana, e non una prorompente novità che avrebbe cambiato la storia di Trento e del mondo intero. Un testo dunque prezioso, sia dal punto di vista letterario, sia da quello spirituale.

 

Igino Giordani: da Montecitorio al mondo

Alberto Lo Presti, direttore del Centro Igino Giordani, legge l’avventura politica di questo poliedrico personaggio, a partire dal suo incontro con Chiara Lubich. Il retroscena di un intervento di Giordani in Parlamento a proposito del Patto Atlantico e dell’inutilità della guerra. #politics4unity

Da Montecitorio al mondo: questo percorso di Igino Giordani ha inizio verso la fine degli anni Quaranta, quando Igino è arrivato a un punto della vita un po’ politiciproblematico. Il mondo lo riconosce come un grande intellettuale cristiano, un fulgido studioso dei Padri della Chiesa, uno scrittore apologeta e coerente, ma lui avverte  di vivere una certa "noia dell'anima". A risvegliare la sua fede e la sua carità è l'incontro con Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari.

L’incontro fra i due fu qualcosa di straordinario e lo dicono le circostanze speciali in cui avvenne: Igino Giordani era un uomo sposato, aveva 54 anni, 4 figli già grandi.

Chiara era una giovane che aveva più o meno la metà dei suoi anni e chiedeva udienza per una necessità concreta: trovare un appartamento a Roma. 

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Il dialogo, primo passo verso la fraternità universale

071024H114Il 24 ottobre 2007, a Roma, il Movimento politico per l’unità organizza, in collaborazione con il Centro Igino Giordani, un incontro sul tema: Le ragioni del dialogo: attualità di Igino Giordani. Partecipa e interviene l’allora onorevole Sergio Mattarella. Pubblichiamo le sue parole, mentre ci uniamo agli auguri di tutto il Movimento dei Focolari per l’alto compito a cui è stato chiamato.

"Ho conosciuto Igino Giordani, ho fatto anche qualche volta ricorso a lui. Nei primissimi anni Sessanta io ero responsabile qui a Roma degli studenti della gioventù di Azione cattolica, e gli chiesi di fare alcuni incontri, due per la verità, a un gruppo di studenti che erano quelli più impegnati nell’attività del centro diocesano per gli studenti appunto. È appena il caso che ricordi… Fui colpito come poche altre volte mi è capitato – qualche volta grazia a Dio è avvenuto! – fui colpito dalla semplicità, dalla disponibilità di quest’uomo che per me era quasi un mito, per ragioni che dirò. E mi colpì, rimasi colpito dalla trasparenza, dalla limpidezza dello sguardo.

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Un incontro con Foco

Quando diversi anni fa mi trovavo presso il Centro Mariapoli di Rocca di Papa per l' incontro annuale dei volontari (membri del Movimento dei mariotFocolari), durante un intervallo in cui ci veniva chiesto di riflettere su un tema di Chiara Lubich che ci era stato lì comunicato, ebbi l'occasione di incontrare Igino Giordani detto "Foco", che avendo residenza  proprio presso il Centro Mariapoli approfittava della bella giornata par fare due passi nel giardino.

Mi vide e mi chiese : "Vuoi farmi da bastone in questa mia breve passeggiata?" "Certo " gli risposi , e così ci incamminammo lungo la stradina del giardino.

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La saggezza infinita del professore ingenuo

Igino Giordani, scrittore, politico, padre esemplare

di Tito Stagno

Si legge d’un fiato questo profilo di Igino Giordani: vivace, originale e nello stesso tempo appassionato e affettuoso, tratteggiato da Tito Stagno nel gennaio del sorride1995, amico e collega del figlio Brando, giornalista della RAI molto noto, telecronista e poi conduttore del TG negli anni Sessanta. Fu proprio lui, Tito Stagno, che il 20 luglio 1969 dette lo storico annuncio “Ha toccato il suolo lunare!” in occasione del primo sbarco sulla luna. Con poche sapienti pennellate ci fa entrare non solo nel personaggio Giordani, ma anche nella sua famiglia e, delicatamente, nei rapporti del padre con i figli, del marito innamorato con la moglie “deliziosa, tutta gioia, esplosiva di vitalità”.

«La forza del matrimonio deriva dall'amore e l'augurio nuziale più positivo per esso sta nel preco­nizzare agli sposi l'amore»: parole di Igino Giordani, il maggiore scrittore cattolico del nostro tempo, che mi so­no tornate alla mente nel giorno del centenario della nascita, nei mesi scorsi, una specie di testamento spiri­tuale – così lo definisce Tommaso Sorgi – lasciato alla famiglia moderna da uno che aveva scoperto e vissuto la novità dirompente e santi­ficante del matrimonio. La me­moria si immerge in tre e quattro decenni fa, comin­ciando a ripescarmi immagi­ni di quell'anziano signore dall'aspetto serafico che mi capitava d'incontrare di tan­to in tanto nella casa dei Giordani, a Monte Mario, quando Brando e io erava­mo, a Roma, giovani pionieri del primo telegiornale della Rai.

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Perché queste due voci non gridino nel deserto: i cristiani possono andare in guerra?

foto053 modificata per sitoCosì titolava il giornale “Il Campanone”, settimanale politico bergamasco, del 22 ottobre 1950. Le due voci che gridano nel deserto sono quelle di Igino Giordani e di don Primo Mazzolari. Riportiamo stralci dell’interessantissimo articolo di fondo della pagina e per intero l’articolo di Lorenzo Bonfanti, profondamente toccato dall’incontro avuto con Giordani.

Il tremendo interrogativo posto per primo dall’On. Giordani e da don Mazzolari rappresenta il dramma di tutta la nostra generazione. Di fronte ad esso non si può fare la politica dello struzzo. Non cominciate col chiamare ingenua questa domanda. Se ormai non respirassimo tutti quell’aria “bellica”, il punto interrogativo doveva senz’altro sparire cosicché l’articolo meglio s’intitolerebbe: “I cristiani non possono andare in guerra”.

Questo è il senso delle recenti proposte di un deputato e di un prete.

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Colloquio confidenziale con lo scrittore Igino Giordani

foto modificataRipubblichiamo una interessante intervista fatta a Igino Giordani negli anni cinquanta, apparsa sul giornale La Trebbia, diretto da Bobbio, del 5 settembre 1959. Uno spaccato della vita di Giordani e dei problemi politici e sociali di quegli anni, ma di grande attualità.

Dalla cazzuola alla penna - Cinquanta volumi più noti in Cina che in Italia - Un arguto giudizio sulle «preferenze» elettorali - Un rimedio per i «ted­dy boys» - Il nostro tempo è pieno di diavoli ma anche di santi

Igino Giordani, i cui 49 volumi di apologetica e di scienze religiose sono divulgati un po' in tutte le lingue, fino a 13 anni non maneggiò la penna, ma la cazzuola del muratore, insieme al padre, che era un operaio edile. A quell'età entrò in Seminario, dove percorse il curriculo degli studi fino alla prima liceo. Partecipò come ufficiale alla prima guerra mondiale e si guadagnò una medaglia d'argento e una frattura al femore e alla mano destra, che gli costò tre anni di ospedale e non è completamente guarita. Capo dell'Ufficio Stampa del P.P.I., scrittore insieme con De Gasperi alla Biblioteca Vati­cana, deputato in varie legislature, copre ora il ruolo di Bibliotecario di Montecitorio, dirige «Città Nuova» un periodico religioso edito a Roma in via Libia. Ha 65 anni, è padre di quattro figli e nonno di due nipotini. Alcune sue opere hanno avuto una enorme risonanza come «Segno di contraddizione», che è alla quinta edizione, «Il messaggio sociale di Gesù» 6 edizioni, a «Le Encicliche sociali dei Papi» che è diventato un testo classico della sociologia cristiana.

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La grande guerra e la questione della pace - di Alberto Lo Presti

trincea3La lineare coerenza di Igino Giordani

La cultura della pace deve collocare la figura di Igino Giordani fra i testimoni più vivi del XX secolo. La sua azione e il suo pensiero hanno avuto modo di svolgersi in tempi difficili, impossibili per il pacifismo, come quelli della prima guerra mondiale. In quel clima, la posizione più pacifista era quella «neutralista», dettata dalla considerazione che si sarebbero ottenuti maggiori vantaggi dalla scelta di non entrare in guerra. Gli stessi partiti e movimenti d’opposizione alla guerra, come i socialisti e alcune parti del mondo cattolico, ragionavano in questo modo.

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Centro Igino Giordani

Centro Igino Giordani

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