Il Centro Igino Giordani oggi

            per sito1Fondato da Chiara Lubich, il Centro Igino Giordani è incardinato nel Movimento dei Focolari. Nasce per mantenere viva la figura e il pensiero di Igino Giordani e testimoniarne l’attualità. Attualmente, è diretto da Alberto Lo Presti e formato da Carla Bozzani, Elena Merli, Christina Roth Avalle, Claudio Cianfaglioni.    

            Un Archivio ampio e ben catalogato, frutto del lavoro accurato di parecchi anni, custodisce la vasta e preziosa documentazione dell’attività culturale, ecclesiale e politica svolta da Giordani e permette di promuovere e coordinare le ricerche storiche, politiche, filosofiche, teologiche e spirituali su Giordani, attraverso convegni accademici, incontri intellettuali e manifestazioni. La conservazione, la catalogazione e l’aggiornamento dell’immensa produzione giordaniana, che oltre a più di cento volumi e quattromila articoli, annovera scambi epistolari con Sturzo, Gobetti, De Gasperi, Papini, Bargellini, de Luca, i pontefici del suo tempo e tanti altri, comporta un lavoro costante e minuzioso. Il Centro è diventato anche punto di riferimento per gli studiosi che desiderano approfondire la conoscenza di Giordani e della storia della cultura cristiana. Sono ormai numerosi i giovani studiosi che hanno svolto la loro tesi di laurea sulla figura di Igino Giordani.        

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Intervista a Carla Bozzani del Centro Igino Giordani

Carla Bozzani, Tomaso Sorgi, Chiara Lubich, Pasquale Foresi, Rita MuccioEra il 1984 quando il Comune di Tivoli assegnò a Chiara Lubich la prima edizione del Premio Igino Giordani. Nel ricevere il Premio, Chiara desiderò che venisse presentata ai partecipanti - i concittadini di Foco - un accurato profilo umano e spirituale della figura di Foco. Chiamò dunque Tommaso Sorgi, focolarino sposato di Teramo, docente universitario, parlamentare, a curare un'introduzione alla vita, al pensiero e all'anima di Igino Giordani.

È probabile che in quel momento - trent'anni fa - nacque in Chiara l'idea di creare il Centro Igino Giordani e di affidarne la direzione a Tommaso Sorgi. Entusiasta, Tommaso accettò, anche se lui e la sua famiglia poterono trasferirsi ai Castelli Romani solo nel gennaio del 1985. Trent'anni fa, dunque, inizia questa storia. Carla Bozzani è stata testimone di quelle prime fasi di sviluppo del Centro Igino Giordani…

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Il Fratello: l'ultimo nato nella collana Opere Vive

ilfratelloL'editrice Città Nuova ha appena ripubblicato, nella collana Opere Vive, Il Fratello di Igino Giordani: la sua prima trattazione sulla spiritualità dell'Unità di Chiara Lubich.

In quest'opera, scritta all'inizio degli anni cinquanta con una prosa limpida e coinvolgente, Giordani pone in luce un modo nuovo di vedere il fratello: non più ostacolo, ma via privilegiata per incontrare Dio e, a livello sociale, potente mezzo di (ri)costruzione di rapporti solidali.

La nuova edizione è arricchita dalla Prefazione di Alberto Lo Presti, direttore della collana Opere Vive, e dall'Introduzione di Andrea Paganini.

Un po' di storia

Agli albori (1980-1984)

Antonio Petrilli con Igino GiordaniFin dai giorni successivi alla morte di Igino Giordani (18 aprile 1980), emerse l'esigenza di non disperdere la mole dei suoi libri, scritti, articoli, lettere, testimonianze. Don Antonio Petrilli fu il primo a cominciare un lavoro di catalogazione e archiviazione di tutto questo materiale.

L'esigenza di impegnarsi per custodire i materiali di Giordani veniva avvertita anche nel mondo culturale ed ecclesiale. Il gesuita padre Mondrone, amico personale di Giordani, si raccomandò vivamente di cominciare subito a lavorare per conservare e tramandare la sua figura, dicendo proprio a don Antonio: «tenete tutto in ordine, in vista della causa di beatificazione». E così, ancora nello studio di Foco al Centro dell'Opera, con Antonio e Rita Muccio - che intanto gli si era affiancata proprio per questo impegno - nasceva un primo centro per il riordino dell'archivio e si cominciarono anche a raccogliere le prime testimonianze.

Chiara Lubich istituisce il Centro Igino Giordani (1985)

Nel 1984 il Comune di Tivoli avviava il "Premio Igino Giordani" in memoria dell'illustre concittadino e in quella prima edizione il premio fu assegnato a Chiara Lubich. Per l'occasione, Tommaso Sorgi fu incaricato di condurre la laudatio della premiata, e dovette anche presentare il profilo di Giordani. La relazione piacque a Chiara, e fu così che nel dicembre 1984 Antonio Petrilli, a suo nome, chiese a Tommaso di trasferirsi da Teramo a Rocca di Papa per dedicarsi allo studio della personalità di Igino Giordani e delle sue pubblicazioni e promuoverne la figura storica, intellettuale e spirituale.

Nel febbraio 1985 la rivista mensile Mariapoli annunciava la nascita del nuovo Centro con un articolo dal titolo: "Foco tra noi. Il Centro Igino Giordani".

chiararitatommasoIl 17 giugno 1985 Chiara Lubich incontrò ufficialmente i membri del nascente Centro Igino Giordani. In questa occasione - il vero battesimo del Centro - nell'indicare a Tommaso e a Rita le linee guida e la missione, Chiara diceva: «Foco è un patrimonio dell'Opera, al quale lavoreremo sempre, noi, in un verso o nell'altro», e più avanti: «E' stato veramente una persona unica. E' stato il più grande dono che Dio ha fatto al Movimento, veramente!» Verso la fine dell'incontro, rivolgendosi a Tommaso, aggiungeva: «D'altra parte ci voleva una persona competente come sei tu, e uno dei primi popi che c'era ai tempi di papà Foresi, di Foco, per avere la continuità», e concludendo: «Bene! Noi facciamo nascere qualcosa di nuovo. Bene così, allora!»

Il Centro Igino Giordani iniziava così le sue attività, con Tommaso Sorgi come direttore responsabile, cui Chiara aveva dato l'incarico di scrivere una biografia dettagliata di Giordani, e Rita Muccio quale sua collaboratrice, con il compito di raccogliere e catalogare tutto il materiale; a loro si unì Carla Bozzani l'anno successivo, il 1986. Il lavoro da compiere era infatti assai complesso: Giordani aveva scritto tantissimo, più di 100 libri e una miriade di saggi e articoli, di approfondimento, di carattere giornalistico e divulgativo, lasciando un'eredità considerevole nel campo della letteratura cristiana antica, dell'apologetica, dell'agiografia, della mistica, dell'ecumenismo, della politica e della letteratura narrativa. Di suoi libri e articoli fin dal 1930 esistevano inoltre traduzioni in lingua locale in Francia, Spagna, Cekia, Serbia, Portogallo, Belgio, Usa, Brasile, Argentina, India, Cina e Giappone.

Sottocategorie

Opere Vive

Dalla collaborazione tra l'editrice Città Nuova e il Centro Igino Giordani nasce la collana Opere Vive, diretta da Alberto Lo Presti. L'iniziativa si propone di recuperare e diffondere opere scelte di Igino Giordani: un patrimonio storico importante per comprendere il disegno della contemporaneità e i suoi passaggi fondamentali.

Ciascun volume affronta una dimensione centrale delle sfide civili, intellettuali e spirituali che il Novecento ha posto in essere, e che oggi si pronunciano con la loro intensa attualità.

Questo il piano della collana:

  1. Disumanesimo (2007)
  2. Pionieri cristiani della democrazia (2008)
  3. La società cristiana (2010)
  4. Il fratello (2011)
  5. Segno di contradizione
  6. Le due città. Religione e politica nella vicenda delle libertà umane
  7. Il "Padre Nostro" preghiera sociale. La Carità: principio sociale
  8. Cattolicità
  9. La rivoluzione cristiana
  10. Laicato e sacerdozio
Il Notiziario Fuoco Vivo

newletterIl notiziario Fuoco vivo, dedicato a Igino Giordani, è nato nel 2007, per tenere alta l’attenzione su di lui, e per sostenere la sua causa di beatificazione.

Il notiziario esce generalmente tre volte l'anno e contiene in ogni numero: alcuni brani tratti dagli scritti fondamentali di Giordani; saggi e testimonianze; notizie sulle numerose iniziative che s’ispirano alla sua figura, animate dalla stima e dall'affetto di tanti nel mondo; lo stato di avanzamento della causa di beatificazione, ed altro ancora, a dimostrazione di come, in un mondo che reclama testimoni e modelli, Giordani rappresenti la risposta a tante vocazioni religiose e civili.

Centro Igino Giordani

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00040 Rocca di Papa (Rm)
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Pensiero di Igino Giordani

Igino Giordani  /  Giovedì, 18 Ottobre 2007

La crisi del nostro tempo si deve a tanti motivi, che si riassumono in uno: penuria d'amore.

I. Giordani

Centro Igino Giordani

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