il Centro Centro Igino Giordani

cigIl Centro Igino Giordani, che Chiara Lubich ha eretto nel 1985 affidandone la direzione al prof. Tommaso Sorgi, é sorto per mantenere viva la figura di Igino Giordani (1894-1980), confondatore del Movimento dei Focolari, scrittore, giornalista, deputato negli anni della Costituente e della prima legislatura, scomparso nel 1980. La sua testimonianza di Vangelo vissuto ha portato la Chiesa a istruire la causa di beatificazione, tuttora in corso.

Il Centro, oggi diretto dal prof. Alberto Lo Presti, promuove e coordina le ricerche storiche, politiche, filosofiche, teologiche e spirituali del Giordani scrittore attento e molteplice, ricco ed incisivo, attraverso convegni accademici e incontri intellettuali. Cura la conservazione e la catalogazione dell''immensa produzione giordaniana, che oltre a più di cento volumi e quattromila articoli annovera scambi epistolari con Sturzo, Gobetti, De Gasperi, Papini, Bargellini, De Luca, i Pontefici del suo tempo, e tanti altri. Il Centro Igino Giordani, incardinato nel Movimento dei Focolari, sostiene inoltre le ricerche che la causa di beatificazione richiede.

Intervista a Carla Bozzani del Centro Igino Giordani

Carla Bozzani, Tomaso Sorgi, Chiara Lubich, Pasquale Foresi, Rita MuccioEra il 1984 quando il Comune di Tivoli assegnò a Chiara Lubich la prima edizione del Premio Igino Giordani. Nel ricevere il Premio, Chiara desiderò che venisse presentata ai partecipanti - i concittadini di Foco - un accurato profilo umano e spirituale della figura di Foco. Chiamò dunque Tommaso Sorgi, focolarino sposato di Teramo, docente universitario, parlamentare, a curare un'introduzione alla vita, al pensiero e all'anima di Igino Giordani.

È probabile che in quel momento - trent'anni fa - nacque in Chiara l'idea di creare il Centro Igino Giordani e di affidarne la direzione a Tommaso Sorgi. Entusiasta, Tommaso accettò, anche se lui e la sua famiglia poterono trasferirsi ai Castelli Romani solo nel gennaio del 1985. Trent'anni fa, dunque, inizia questa storia. Carla Bozzani è stata testimone di quelle prime fasi di sviluppo del Centro Igino Giordani…

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Un po' di storia

Agli albori (1980-1984)

Antonio Petrilli con Igino GiordaniFin dai giorni successivi alla morte di Igino Giordani (18 aprile 1980), emerse l'esigenza di non disperdere la mole dei suoi libri, scritti, articoli, lettere, testimonianze. Don Antonio Petrilli fu il primo a cominciare un lavoro di catalogazione e archiviazione di tutto questo materiale.

L'esigenza di impegnarsi per custodire i materiali di Giordani veniva avvertita anche nel mondo culturale ed ecclesiale. Il gesuita padre Mondrone, amico personale di Giordani, si raccomandò vivamente di cominciare subito a lavorare per conservare e tramandare la sua figura, dicendo proprio a don Antonio: «tenete tutto in ordine, in vista della causa di beatificazione». E così, ancora nello studio di Foco al Centro dell'Opera, con Antonio e Rita Muccio - che intanto gli si era affiancata proprio per questo impegno - nasceva un primo centro per il riordino dell'archivio e si cominciarono anche a raccogliere le prime testimonianze.

Chiara Lubich istituisce il Centro Igino Giordani (1985)

Nel 1984 il Comune di Tivoli avviava il "Premio Igino Giordani" in memoria dell'illustre concittadino e in quella prima edizione il premio fu assegnato a Chiara Lubich. Per l'occasione, Tommaso Sorgi fu incaricato di condurre la laudatio della premiata, e dovette anche presentare il profilo di Giordani. La relazione piacque a Chiara, e fu così che nel dicembre 1984 Antonio Petrilli, a suo nome, chiese a Tommaso di trasferirsi da Teramo a Rocca di Papa per dedicarsi allo studio della personalità di Igino Giordani e delle sue pubblicazioni e promuoverne la figura storica, intellettuale e spirituale.

Nel febbraio 1985 la rivista mensile Mariapoli annunciava la nascita del nuovo Centro con un articolo dal titolo: "Foco tra noi. Il Centro Igino Giordani".

chiararitatommasoIl 17 giugno 1985 Chiara Lubich incontrò ufficialmente i membri del nascente Centro Igino Giordani. In questa occasione - il vero battesimo del Centro - nell'indicare a Tommaso e a Rita le linee guida e la missione, Chiara diceva: «Foco è un patrimonio dell'Opera, al quale lavoreremo sempre, noi, in un verso o nell'altro», e più avanti: «E' stato veramente una persona unica. E' stato il più grande dono che Dio ha fatto al Movimento, veramente!» Verso la fine dell'incontro, rivolgendosi a Tommaso, aggiungeva: «D'altra parte ci voleva una persona competente come sei tu, e uno dei primi popi che c'era ai tempi di papà Foresi, di Foco, per avere la continuità», e concludendo: «Bene! Noi facciamo nascere qualcosa di nuovo. Bene così, allora!»

Il Centro Igino Giordani iniziava così le sue attività, con Tommaso Sorgi come direttore responsabile, cui Chiara aveva dato l'incarico di scrivere una biografia dettagliata di Giordani, e Rita Muccio quale sua collaboratrice, con il compito di raccogliere e catalogare tutto il materiale; a loro si unì Carla Bozzani l'anno successivo, il 1986. Il lavoro da compiere era infatti assai complesso: Giordani aveva scritto tantissimo, più di 100 libri e una miriade di saggi e articoli, di approfondimento, di carattere giornalistico e divulgativo, lasciando un'eredità considerevole nel campo della letteratura cristiana antica, dell'apologetica, dell'agiografia, della mistica, dell'ecumenismo, della politica e della letteratura narrativa. Di suoi libri e articoli fin dal 1930 esistevano inoltre traduzioni in lingua locale in Francia, Spagna, Cekia, Serbia, Portogallo, Belgio, Usa, Brasile, Argentina, India, Cina e Giappone.

Il Centro Igino Giordani nel ricordo di Tommaso Sorgi

tommaso1Ho un immenso debito di gratitudine per Igino Giordani: fu lui che nell’agosto 1956 mandò una pia donna a invitarmi a Fiera di Primiero per farmi conoscere Chiara. Questa giovane trentina mi offrì un cristianesimo nuovo animato da Gesù vivo oggi tra noi, e la luce per dare un’anima al mio esser politico. Nell’aprile 1959 da Chiara, con a fianco Foco, don Foresi e la fedelissima Eli, fui chiamato insieme a Enrico Roselli a partecipare alla fondazione del Centro S. Caterina, il primo germe da cui fiorì il Movimento Umanità Nuova.

Poco dopo la partenza di Foco per il cielo, Chiara maturò il disegno di istituire un Centro studi per far conoscere in profondità, dentro e fuori dell’Opera, la figura spirituale e culturale di questo suo specialissimo collaboratore. Così il 1° novembre del 1985 mi trasferii, insieme con Assunta, dalla nostra città, qui, nel cuore dell’Opera.

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L'eredità di Igino Giordani

focoetommaso.jpgIncontrai Giordani nell'aprile del 1956, in un frangente della mia vita nel quale le risorse di fede e di amor di Dio, dopo tre anni di vita da parlamentare, si stavano essiccando.

Nel mio deserto spirituale Giordani mi fece conoscere Chiara Lubich. E fu per me un rinascere al Cielo: da lei scoprivo la presenza del Cristo che è Risorto e vive oggi, vive specialmente in mezzo a due o tre uniti nel suo nome (Mt 18,20). Scoprivo un Gesù che io potevo portare con me anche nell’aula di Montecitorio e negli incontri di partito. 

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Il Fratello: l'ultimo nato nella collana Opere Vive

ilfratelloL'editrice Città Nuova ha appena ripubblicato, nella collana Opere Vive, Il Fratello di Igino Giordani: la sua prima trattazione sulla spiritualità dell'Unità di Chiara Lubich.

In quest'opera, scritta all'inizio degli anni cinquanta con una prosa limpida e coinvolgente, Giordani pone in luce un modo nuovo di vedere il fratello: non più ostacolo, ma via privilegiata per incontrare Dio e, a livello sociale, potente mezzo di (ri)costruzione di rapporti solidali.

La nuova edizione è arricchita dalla Prefazione di Alberto Lo Presti, direttore della collana Opere Vive, e dall'Introduzione di Andrea Paganini.

Sottocategorie

Opere Vive

Dalla collaborazione tra l'editrice Città Nuova e il Centro Igino Giordani nasce la collana Opere Vive, diretta da Alberto Lo Presti. L'iniziativa si propone di recuperare e diffondere opere scelte di Igino Giordani: un patrimonio storico importante per comprendere il disegno della contemporaneità e i suoi passaggi fondamentali.

Ciascun volume affronta una dimensione centrale delle sfide civili, intellettuali e spirituali che il Novecento ha posto in essere, e che oggi si pronunciano con la loro intensa attualità.

Questo il piano della collana:

  1. Disumanesimo (2007)
  2. Pionieri cristiani della democrazia (2008)
  3. La società cristiana (2010)
  4. Il fratello (2011)
  5. Segno di contradizione
  6. Le due città. Religione e politica nella vicenda delle libertà umane
  7. Il "Padre Nostro" preghiera sociale. La Carità: principio sociale
  8. Cattolicità
  9. La rivoluzione cristiana
  10. Laicato e sacerdozio
Il Notiziario Fuoco Vivo

newletterIl notiziario Fuoco vivo, dedicato a Igino Giordani, è nato nel 2007, per tenere alta l’attenzione su di lui, e per sostenere la sua causa di beatificazione.

Il notiziario esce generalmente tre volte l'anno e contiene in ogni numero: alcuni brani tratti dagli scritti fondamentali di Giordani; saggi e testimonianze; notizie sulle numerose iniziative che s’ispirano alla sua figura, animate dalla stima e dall'affetto di tanti nel mondo; lo stato di avanzamento della causa di beatificazione, ed altro ancora, a dimostrazione di come, in un mondo che reclama testimoni e modelli, Giordani rappresenti la risposta a tante vocazioni religiose e civili.

Centro Igino Giordani

Via Frascati, 306
00040 Rocca di Papa (Rm)
Tel.: +39-06-94 798 152
Fax: +39-06-94 749 320
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Pensiero di Igino Giordani

Igino Giordani  /  Mercoledì, 25 Maggio 2011

I laici sono gli apostoli più diretti d'un compito oggi vitale per la Chiesa e per la società: se essi vivono la carità generano la pace nelle famiglie, nei partiti, negli stati, nel mondo; perché la pace si fa: si costruisce e ricostruisce attimo per attimo.

I.Giordani, inedito

Centro Igino Giordani

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