tommaso1Ho un immenso debito di gratitudine per Igino Giordani: fu lui che nell’agosto 1956 mandò una pia donna a invitarmi a Fiera di Primiero per farmi conoscere Chiara. Questa giovane trentina mi offrì un cristianesimo nuovo animato da Gesù vivo oggi tra noi, e la luce per dare un’anima al mio esser politico. Nell’aprile 1959 da Chiara, con a fianco Foco, don Foresi e la fedelissima Eli, fui chiamato insieme a Enrico Roselli a partecipare alla fondazione del Centro S. Caterina, il primo germe da cui fiorì il Movimento Umanità Nuova.

Poco dopo la partenza di Foco per il cielo, Chiara maturò il disegno di istituire un Centro studi per far conoscere in profondità, dentro e fuori dell’Opera, la figura spirituale e culturale di questo suo specialissimo collaboratore. Così il 1° novembre del 1985 mi trasferii, insieme con Assunta, dalla nostra città, qui, nel cuore dell’Opera.

Immerso in un mare di carte preziose, scoprivo un Giordani che non s’era mai manifestato nelle conversazioni avute in vita: un cristiano impegnato nell’opera titanica di rendere attuale la fede eroica dei primi secoli della Chiesa. Lo vedevo ora di più come l’unico preparato a capire fino in fondo le novità, l’ampiezza e l’altezza del carisma di Chiara.

La prima azione esterna del Centro I. Giordani fu illustrare nel 1990, decennale della morte, la sua figura politica in collaborazione con l’Istituto L.Sturzo. Parteciparono 15 docenti di 8 università italiane ed altri relatori, i cui interventi sono raccolti nel libro «I.Giordani politica e morale» (Città Nuova, Roma 1995).

Nel 2000 presso la Pontificia Università Lateranense si è tenuto un convegno su La dottrina sociale in Igino giordani; e si è parlato di lui non solo come studioso ma anche come autore di dottrina sociale. Gli atti di questo convegno – per la prima volta con voci di varie nazioni – sono pubblicate dalla rivista dei nostri religiosi “Unità e Carismi” n.6/2002.

Nel 2003 la LUMSA prende l’iniziativa di un altro convegno in stretto contatto con noi. Il pro-rettore, prof.Ignesti, è uno storico specializzato in studi su Sturzo, e si è quindi interessato anche dei suoi collaboratori, tra cui eccelleva il nostro Giordani. Di questi ora si studiava soprattutto la figura ecclesiale; e si parlò di lui come uno dei padri del Vaticano II, non come un “padre conciliare” (solo i vescovi potevano esserlo), ma nel senso di un anticipatore , sostenitore e poi divulgatore delle conclusioni conciliari di rinnovamento nella Chiesa.

Oggi compiti particolari Foco sembra voler affidare a quanti operano nel centro a lui intitolato: mantenere la sua venerazione sacra per l’altezza della verginità, a cominciare da quella di pope e popi dei nostri focolari, dei sacerdoti e religiosi e religiose; il suo amore fedele alla Chiesa; la sua cooperazione umile, profonda, di intelletto e di cuore, alla vita dell’Opera; la sua comprensione della grandezza unica di CHIARA dopo MARIA nella storia dell’umanità.

discorso al Centro dell'Opera, in occasione del 30° anniversario della morte di I. Giordani.

Centro Igino Giordani

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