Protagonisti di una profezia

Partecipando alle Giornate di studio su Paolo VI e Chiara Lubich

di Carla Pagliarulo

Igino Giordani è stato uno tra i protagonisti in un evento di notevole spessore culturale e spirituale: le giornate di studio dedicate a Paolo VI e Chiara Lubich, DSCF2446 2tenutesi il 7 e 8 novembre 2014 a Castel Gandolfo. La data cade a cinquant’anni dalla prima udienza che Paolo VI concesse a Chiara, come ha ricordato in apertura dei lavori Maria Voce, presidente dei Focolari.

Giordani aveva tanto desiderato quel primo incontro tra i due giganti dello spirito – Montini e la Lubich – perché già molto giovane aveva profeticamente espresso l’auspicio di una rivoluzione nella Chiesa, di un tempo nuovo in cui i laici fossero personalmente coinvolti nell’edificazione di una civiltà animata dall’amore evangelico. E certamente si deve riconoscere che il pontefice recentemente beatificato seppe trovare le forme giuridiche giuste per far posto all’Opera di Maria nella Chiesa e per riconoscerle una particolare missione nel mondo: quella del dialogo.

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Concluse a Castelgandolfo le Giornate di studio sul tema Paolo VI e Chiara Lubich. La profezia di una Chiesa che si fa dialogo

Ampia documentazione inedita apre ulteriori prospettive di approfondimento

PaoloVI ChiaraL 1Il 7-8 novembre 2014 si sono svolte al Centro Mariapoli di Castelgandolfo (Roma), le Giornate di studio sul tema Paolo VI e Chiara Lubich. La profezia di una Chiesa che si fa dialogo, promosse dall’Istituto Paolo VI (Brescia) e dal Centro Chiara Lubich (Rocca di Papa) del Movimento dei Focolari.

Le Giornate sono state aperte da Maria Voce, presidente dei Focolari, e da don Angelo Maffeis, presidente dell'Istituto Paolo VI. Nei loro interventi, oltre al ringraziamento per il lavoro qualificato di ricerca e di elaborazione rivolto ai relatori, hanno espresso l’augurio che il simposio costituisca un primo passo per altri possibili convegni di studio.

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Un cenacolo tra cielo e terra

Chi l’avrebbe mai detto che un articolo sulla rivista Città Nuova avrebbe potuto suscitare quel che è accaduto a Monza, città lombarda? Di questi tempi, dove i lettori sono pochi e gli articoli giornalistici spesso incidono poco sulla vita sociale, il tutto ha dello straordinario ! Ma cominciamo dall’inizio. Un po’ di tempo fa, su Città Nuova apparve un articolo che Igino Giordani scrisse nel 1954, nel quale egli con la Sapienza che lo contraddistingueva suggellava: «Questa è la legge, questa la giustizia: trattare il fratello come sé». A soffermarsi su quelle parole fu Antonella Crippa, un avvocato monzese. Facciamoci raccontare da lei come nacque il Cenacolo monzese ispirato dalle parole di Giordani.

Cominciamo col chiederti il perché di questo nome Cenacolo per la vostra iniziativa…

monza 3Il Cenacolo è un embrione di esperienza di dialogo. E il nome rievoca un vissuto denso di significato, una luce, la sapienza che può penetrare la realtà e illuminare le varie discipline umane.

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“Sulle orme di Karol”

Nei luoghi così amati da Igino Giordani un'iniziativa, il Patto di Fraternità, che ci riporta agli ideali da lui vissuti con passione e lungimiranza.

Natura, sostenibilità del territorio e un patto di fraternità fra Comuni per l’evento promosso dal Comune di Capranica Prenestina il 21 giugno 2014. 

In tale occasione si è inaugurato un tratto del percorso naturalistico dedicato a Giovanni Paolo il quale ha molto amato le montagne dei territori Prenestini, Tiburtini e dei Castelli Romani. Il percorso si snoda dalla piazza principale di  Guadagnolo, attraversa il monte Cerella e giunge al Santuario della Mentorella: l’ultimo luogo di culto che Karol visitò da cardinale e il primo in veste di pontefice.

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Giordani e La Pira a Firenze

FI20130525aIl 25 maggio 2013 si è tenuto a Firenze, nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, il convegno internazionale:

Igino Giordani e Giorgio La Pira:
le virtù e la politica.

Erano presenti circa 250 persone, tra cui i familiari di Giordani e numerosi giovani studenti stranieri del “Centro La Pira”, dedicato al sindaco di Firenze, da sempre polo di dialogo e fraternità del capoluogo toscano.

FI20130525bDopo i saluti dell'Arcivescovo di Firenze, Card. Giuseppe Betori, hanno preso la parola i diversi relatori per approfondire l’insegnamento politico ed etico di Giordani e La Pira, due figure profondamente legate da sintonia e amicizia.

Dopo la presentazione del prof. Alberto Lo Presti, Presidente del Centro Igino Giordani, hanno parlato i prof. Marco Luppi, Alberto Monticone, e Bruna Bagnato. Nel corso dell'evento sono stati proiettati documentari storici e l'Orchestra del Maggio fiorentino ha eseguito dei brani di Mozart. 

Giordani visto dalla filologia: la ricerca di Carla Pagliarulo

La filologia è una strana scienza. Produce studiosi adoratori del lembo di carta salvato dalla polvere e dalla fuliggine, nel quale il tratto di penna che in esso è sopravvissuto, apposto tanto tempo prima, può ancora servire per rivelare pensieri estesi e profondi. 

CarlaPagliaruloCarla Pagliarulo è una di questi studiosi, una filologa, che ha conseguito il dottorato all'Università Cattolica di Milano, trattando gli scritti di Giordani e in particolare la corrispondenza con alcuni scrittori del suo tempo, come Papini, De Luca, Bargellini.

Ha frugato nell'archivio del Centro Igino Giordani, con straordinaria competenza - a dire il vero - calandosi in un'epoca segnata dall'ardore con la quale la cultura cristiana cercò, nella prima metà del secolo scorso, di influenzare la società italiana, segnata dalle drammatiche vicende del fascismo. Di fronte a una commissione vivamente interessata, e che ha pienamente approvato il suo progetto di studio, Carla Pagliarulo ha presentato gli argomenti con chiarezza ed entusiasmo, rinnovando nei presenti l'interesse per il nostro Igino. 

Centro Igino Giordani

Centro Igino Giordani

Via Frascati, 306 - 00040 Rocca di Papa (Rm) - Italia
Tel.: +390694798314 / Fax: +390694749320
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