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Argentina: esperienze contagiose

L’EdC si presenta alla Escuela de Verano organizzata dall’Università Sophia in Argentina.

di Carolina Carbonell

140123 argentina1Circa 80 giovani da tutti i paesi Latinoamericani dal Messico in giù, si sono dati appuntamento dal 6 al 14 gennaio alla Mariapoli Lia (Buenos Aires, Argentina) per partecipare alla seconda edizione della Escuela de Verano organizzata dall’Istituto Universitario Sophia col titolo “Fondamenti epistemologici di una cultura della fraternità”.

Era prevista una presentazione dell’Economia di Comunione e dal momento che la vita vale più di mille discorsi, il programma ha incluso l'intervento degli imprenditori Germán Jorge, Hugo Mardon, Gonzalo Perrín, Raúl Di Lascio e Blanca Pirotta, che hanno condiviso le loro esperienze; testimonianze che hanno fatto "vibrare" -come diceva Carla, dal Messico- molti di quelli che hanno avuto la fortuna di ascoltarle.

Non è la prima volta che ascoltiamo queste esperienze, ma succede un po' come con le canzoni, che se sono commoventi si desidera sempre risentirle come fossero nuove. Poi succede anche qualcosa di meraviglioso: queste esperienze ispirano altri che, in altri luoghi e in altri momenti, le riproducono. Così diventano esperienze che non hanno un finale… fortunatamente.

Gonzalo dirige Pasticcino, una fabbrica di biscottini con se140123 pasticcino1de al Polo Solidaridad, a O’Higgins, Argentina. Germán è suo socio. Entrambi raccontano con spontaneità e semplicità la storia di Carlos.

Una sera, Jole, la mamma di Gonzalo, decise di organizzare una cena a O’Higgins. A questa cena aveva invitato anche Carlos, un vicino arrivato poco prima al paese con suo figlio dalla Capitale Federale (Buenos Aires). Carlos era molto in gamba con gli affari, molto intelligente ma qualche anno prima una malattia lo aveva reso cieco. Quella sera Gonzalo praticamente non parlò con altri che con Carlos; alla fine della serata andò a dormire con l’idea di trovare un lavoro per Carlos. Sono ammirabili le persone che non riescono a dormire per motivi come questo… e sembra che lui quella sera non riuscisse a prendere sonno… o alla fine magari sì… La storia dice Gonzalo si alzò  e si mise a cercare su Google “lavori per ciechi”, scoprendo che tra i primi risultati c’era “assemblaggio di scatole”.

“Casualmente” Pasticcino è una fabbrica di biscottini dove tutta la produzione si confeziona in scatole… Ma la cosa più interessante è che il giorno dopo Carlos era gia ufficialmente un dipendente di Pasticcino. Quando Gonzalo telefonò al socio Germán per raccontargli la decisione “democratica” che aveva preso, la conversazione più o meno andò così:

Gonzalo: Ciao Germán, come stai? Ho una buona notizia da darti.
Germán: Ciao Gonza, tutto bene, cosa c’è?
Gonzalo: Pasticcino ha un nuovo dipendente.
Germán: Molto bene! Sai quanto mi piacciono queste notizie!. (C’è da chiarire che offrire lavoro è una passione per questi imprenditori).
Gonzalo: Allora sarai ancora più contento.
Germán: Perché?
Gonzalo: Perché l’uomo che abbiamo assunto, Carlos, è cieco.
Germán: Finalmente stai cominciando a capire…

E’ un anno che Carlos lavora in azienda e i colleghi per festeggiare il suo compleanno gli hanno regalato un tandem. A Carlos piace tanto fare sport.

140123 pasticcino2Gonzalo dice che per il resto della squadra l’arrivo di “Charly”, come lo chiamano tutti, è stato molto positivo. Il motto di Carlos dice “qui tutto è sotto controllo”. Quando qualcuno visita l'azienda sa quale è il posto di Carlos perché lo trova scritto sul muro.

Esperienze come questa rimangono impresse e girano nella testa e nel cuore finché un giorno riusciamo ad appropriarcene. Lo diceva l’economista Antonio Genovesi 300 anni fa: è la legge dell’universo, non è possibile essere felici senza fare felici gli altri.

Ritornata a casa, ho saputo che un tornado aveva colpito O’Higgins producendo tanti danni. La vita è così… le difficoltà non mancheranno mai. Ma così anche la comunione tra la gente del paese, il Polo Solidaridad e la Mariapoli continua a circolare; alla fine è quello che conta.

L’EdC è molto semplice: dare e ricevere… per dare ancora…

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