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Da consulente della Coca-Cola a imprenditore EdC

 La scelta del catalano Josep María Amorós che, affascinato dai valori dell’Economia di Comunione, lascia una multinazionale per fondare un’azienda EdC.

di Cristina Sánchez Aguilar

pubblicato su Alfa y Omega online

Josep Maria Amoros ridIl puro guadagno non è sempre il solo obiettivo dell’imprenditore. Esistono persone come il catalano Josep María Amorós che nella propria azienda mettono al primo posto la persona. Il progetto Economia di Comunione (EdC), del Movimento dei Focolari, è qualcosa che a priori potrebbe sembrare un’utopia, ma le 840 aziende che lo portano avanti nel mondo dimostrano che non lo è. 

Il protagonista di quest’esperienza due anni fa ha lasciato il suo lavoro di consulente della Coca Cola ed ha comprato Drynuts, un’impresa che vende frutta secca a livello nazionale ed internazionale, dichiarando: “Mi sentivo chiamato ad essere coerente con le mie convinzioni e a non accontentarmi di fare un buon lavoro”.

L’imprenditore, che a Madrid ha partecipato alla X Scuola di Economia di Comunione, aveva 14 anni quando Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, lanciò il progetto dell’EdC in Brasile e fin da subito José María ne rimase affascinato, tanto che afferma: “Studiai economia e, appena terminato, iniziai a lavorare in un’azienda di EdC”. Senza però perdere l’opportunità di lavorare come consulente in imprese internazionali.

Il desiderio di apportare qualcosa in più che svolgere un lavoro “per gli altri in Josep Maria Amoros colleghicambio di uno stipendio”, lo ha portato due anni fa a comprare questa piccola azienda e ad aderire all’EdC. “Sul breve periodo ho dovuto rinunciare a molte cose, ma questo non significa che stia facendo un’opera di carità. Siamo un’azienda che ha degli utili. Lo stesso avviene per i lavoratori, tutti ricevono la retribuzione corrispondente al loro apporto: è un tema di giustizia”. Comunque ci sono molte differenze tra le 840 aziende dell’EdC e le altre aziende convenzionali. Una di queste è che l’obiettivo finale non è generare benefici esclusivamente per il proprio interesse, ma, spiega il proprietario della Drynuts, “destinarli a tre fini: reinvestirli nell’impresa, formare persone ed aiutare chi vive in povertà”. Un’altra differenza fondamentale, continua, “è costruire relazioni basate sul dono e la reciprocità”.

Questa, secondo lui, è una delle chiavi per essere un imprenditore e portare avanti gli affari basandosi sulla dottrina sociale della Chiesa. Un altro pilastro fondamentale è “fidarsi della Provvidenza: Dio interviene attraverso un cliente, con una richiesta o in una situazione imprevista che non si sa gestire. Questa esperienza di fede fa parte della quotidianità”.

Inoltre, influenza anche il modo di gestire l’azienda: “Ogni lavoratore ha il suo ruolo, ma si deve lasciar spazio anche alla creatività, alla possibilità di un contributo personale”. Questa “logica del dono”, come la definisce lo stesso Josep María, arricchisce l’azienda. Un’altra chiave è “non pensare come posso approfittarmi dell’altro. In questo modo possono nascere relazioni vere con clienti, fornitori, impiegati e, alla fine, superare la relazione puramente commerciale”.

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