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Tu sei Natale

Solo leggendo la grotta di Betlemme insieme al Golgota, possiamo riuscire a cogliere la rivoluzione del Natale, e non lo trasformiamo nella festa romantica dei regali e dei buoni sentimenti.

di Luigino Bruni

Augiri Natale 2018 ridSe il sogno dell’uomo è diventare infinito e onnipotente come Dio, il sogno di Dio è stato diventare finito e impotente come l’uomo: “E il verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi” (Giovanni 1). Il Natale è immenso perché in quella luce infinita della notte di Betlemme c’è la stessa luce della notte che accoglie un bambino che nasce e nascendo la rischiara. Rischiara la terra, e rischiara il cielo. Perché se il Logos di Dio è diventato veramente uomo, come noi, come tutti, allora la carne è entrata nella danza trinitaria, e la nascita, la vita e la morte di ogni uomo non può lasciare Dio immune.

E con la carne sono entrate la fragilità e la socialità, le nostre opere e i nostri beni, e quindi l'economia. Sono entrati il limite e le ferite, nel cuore di Dio è entrato il dolore. Gesù, vero uomo, è nato piangendo come tutti i bambini, e Maria, vera donna e vera madre, ha gridato veramente le doglie del parto. Il Natale è gioia e pianto insieme. In quella culla c’è già l’annuncio del sepolcro, Maria che sta di fronte al suo bambino è icona del suo stabat sotto la croce del figlio. Solo leggendo la grotta di Betlemme insieme al Golgota, possiamo riuscire a cogliere la rivoluzione del Natale, e non lo trasformiamo nella festa romantica dei regali e dei buoni sentimenti. Quel bambino che nasce è vero uomo, allora ogni nascita di un figlio è Natale - negli ospedali, nei barconi, nei campi profughi, ovunque. Possiamo continuare a frequentare templi e santuari in cerca del divino, ma dopo il Natale l’atto spirituale più alto che accade ogni giorno sulla terra è un bambino che viene alla luce dal grembo di una donna. Nel dirci l’un l'altro Buon Natale ci stiamo dicendo molte cose, tutte importanti: stiamo cantando la dignità infinita della vita, stiamo dicendo ad ogni persona: tu sei Natale.

Ti imploro, Dio, mio sognatore, non smettere di sognarmi” (J.L. Borges).

Buon Natale!

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